Scaffali e librerie di design celebri, dalla String alla Carlton
String, USM Haller, Carlton, Nuage… Gli scaffali e le librerie che hanno fatto storia, la loro vicenda in tre righe e le alternative a ogni prezzo.
Il contenitore è il design che si nota solo dopo: regge i libri, poi regge la parete, poi regge la stanza. Dalla leggerezza svedese della String al totem Memphis di Sottsass, sette sistemi che ordinano — o scompigliano — con carattere.
1. Lo scaffale String — Nils Strinning, 1949

Scalette di filo d'acciaio plastificato, ripiani che si spostano a mano: nel 1949 la String vince il concorso indetto dall'editore Bonnier per una libreria che ogni svedese potesse permettersi. Da allora non ha più lasciato le pareti scandinave. Vedi l'originale e le sue alternative →
2. Il sistema USM Haller — Fritz Haller & Paul Schärer, 1965

Una sfera di ottone cromato, tubi, pannelli: l'architetto Fritz Haller progetta per la fabbrica di Paul Schärer un sistema che si monta, si smonta e si riconfigura all'infinito. Entrato al MoMA, adottato dagli studi di architettura di tutto il mondo — il mobile che sopravvive a ogni trasloco. Vedi l'originale e le sue alternative →
3. La Carlton — Ettore Sottsass, 1981

Un totem di laminato multicolore dai montanti obliqui, presentato alla prima mostra Memphis a Milano nel 1981. Metà libreria, metà manifesto: Sottsass vi ripone meno i libri che il buon gusto — per liberarsene meglio. Vedi l'originale e le sue alternative →
4. La libreria Nuage — Charlotte Perriand, 1956

Moduli di alluminio piegato che fluttuano lungo la parete, senza simmetria imposta — ricordo degli scaffali liberi della villa Katsura, a lungo osservata da Perriand in Giappone. Editata da Steph Simon nel 1956, riedita da Cassina: il contenitore diventato paesaggio. Vedi l'originale e le sue alternative →
5. L'Eames ESU — Charles & Ray Eames, 1949

Una griglia d'acciaio, pannelli laccati e perforati, colori primari: l'Eames Storage Unit si monta come un Meccano e porta lo spirito della casa che la coppia stava completando quello stesso anno a Pacific Palisades. Il contenitore più allegro del modernismo americano. Vedi l'originale e le sue alternative →
6. I Componibili — Anna Castelli Ferrieri, 1967

Cilindri di ABS che si impilano senza attrezzi, disegnati dall'architetto cofondatrice di Kartell. Al MoMA come al Centre Pompidou — e sempre a un prezzo che non seleziona i suoi acquirenti. Vedi l'originale e le sue alternative →
7. Il carrello Boby — Joe Colombo, 1970

Una torre di ABS su ruote, cassetti girevoli a ventaglio, pensata per seguire il disegnatore attorno al tavolo. Colombo muore l'anno seguente, a 41 anni; il Boby, premiato allo SMAU nel 1971 ed entrato al MoMA, continua a rotolare — da B-Line. Vedi l'originale e le sue alternative →
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