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La Tavola · 13 luglio 2026

Scaffali e librerie di design famosi, dalla String alla Carlton

String, USM Haller, Carlton, Nuage… Gli scaffali e le librerie che hanno fatto epoca, la loro storia in tre righe e le loro alternative a tutti i prezzi.

Il contenitore è il design che si nota solo dopo: regge i libri, poi regge la parete, poi regge la stanza. Dalla leggerezza svedese della String al totem Memphis di Sottsass, sette sistemi che mettono ordine — o disordine — con carattere.

1. Lo scaffale String — Nils Strinning, 1949

Lo scaffale String — Nils Strinning, 1949

Scalette di filo d'acciaio plastificato, ripiani che si spostano a mano: la String vince nel 1949 il concorso lanciato dall'editore Bonnier per una libreria che ogni svedese potesse permettersi. Da allora non ha più lasciato le pareti scandinave. Vedi l’originale e le sue alternative →

2. Il sistema USM Haller — Fritz Haller & Paul Schärer, 1965

Il sistema USM Haller — Fritz Haller & Paul Schärer, 1965

Una sfera di ottone cromato, tubi, pannelli: l'architetto Fritz Haller concepisce per la fabbrica di Paul Schärer un sistema che si monta, si smonta e si riconfigura all'infinito. Entrato al MoMA, adottato dagli studi di architettura di tutto il mondo — il mobile che sopravvive a tutti i traslochi. Vedi l’originale e le sue alternative →

3. La Carlton — Ettore Sottsass, 1981

La Carlton — Ettore Sottsass, 1981

Un totem di laminato multicolore dai montanti obliqui, presentato alla prima mostra Memphis a Milano nel 1981. Metà libreria, metà manifesto: Sottsass vi ripone meno i libri che il buon gusto — per sbarazzarsene meglio. Vedi l’originale e le sue alternative →

4. La libreria Nuage — Charlotte Perriand, 1956

La libreria Nuage — Charlotte Perriand, 1956

Moduli di alluminio piegato che fluttuano lungo la parete, senza simmetria imposta — ricordo degli scaffali liberi della villa Katsura, che la Perriand aveva contemplato a lungo in Giappone. Editata da Steph Simon nel 1956, rieditata da Cassina: il contenitore diventato paesaggio. Vedi l’originale e le sue alternative →

5. La Eames ESU — Charles & Ray Eames, 1949

La Eames ESU — Charles & Ray Eames, 1949

Una griglia d'acciaio, pannelli laccati e forati, colori primari: l'Eames Storage Unit si monta come un Meccano e porta lo spirito della casa che la coppia terminava lo stesso anno a Pacific Palisades. Il contenitore più allegro del modernismo americano. Vedi l’originale e le sue alternative →

6. I Componibili — Anna Castelli Ferrieri, 1967

I Componibili — Anna Castelli Ferrieri, 1967

Cilindri di ABS che si impilano senza attrezzi, disegnati dall'architetta cofondatrice di Kartell. Al MoMA come al Centre Pompidou — e sempre a un prezzo che non seleziona i suoi acquirenti. Vedi l’originale e le sue alternative →

7. Il carrello Boby — Joe Colombo, 1970

Il carrello Boby — Joe Colombo, 1970

Una torre di ABS su rotelle, cassetti girevoli a ventaglio, pensata per seguire il disegnatore intorno al tavolo. Colombo muore l'anno dopo, a 41 anni; il Boby, premiato allo SMAU nel 1971 ed entrato al MoMA, rotola ancora — da B-Line. Vedi l’originale e le sue alternative →

E se l’avete vista in una foto?

Ogni pezzo di questa lista ha la sua pagina di riferimento su Beyit, con l’originale, la sua storia e le alternative a tutti i prezzi. E se un mobile vi intriga in una foto — un interno su Instagram, un film, una casa d’epoca — scansionatela: Beyit lo identifica.

In questo articolo

Gli oggetti, al tuo budget.

Ogni pezzo citato, con le sue alternative — dal vintage al dupe.

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