

Cannage e rattan: tutto ciò che si nasconde dietro due parole confuse
Il cannage è un intreccio, il rattan è una pianta: due saperi che tutti confondono. Riconoscere, curare e comprare al giusto prezzo.
1 MIN · 5 OGGETTI IDENTIFICATISi dice «rattan» per la poltrona da veranda e «cannage» per la sedia da bistrot — e una volta su due si scambiano. Le due parole indicano saperi diversi, epoche diverse e prezzi che non hanno nulla in comune.
Due cose distinte
Il rattan è un materiale: una palma rampicante del Sud-Est asiatico il cui fusto pieno si curva a vapore — è l'ossatura delle poltrone Emmanuelle, delle scaffalature anni 70, dei mobili da veranda. Il cannage è una tecnica: l'intreccio traforato della corteccia di rattan, teso in un telaio — la seduta della sedia Thonet n. 14, lo schienale della Cesca di Breuer, i frontali delle credenze in voga da cinque anni.
Quanto vale il vintage
Il rattan degli anni 50-70 è esploso: una poltrona a cesto parte da 150-400 €, i pezzi firmati — Audoux-Minet, Louis Sognot, le edizioni Rohé Noordwolde — superano il migliaio. Il cannage segue la quotazione del mobile che lo porta. Buona notizia: entrambi si trovano ancora a prezzi contenuti nei mercatini di campagna, dove «vecchia poltrona di vimini» non è ancora stata ribattezzata «rattan chair».
Curare, riparare
Il rattan teme la secchezza: un panno umido due volte l'anno gli basta. Un cannage allentato si ritende con acqua tiepida; se è bucato, si rifà interamente da un cannista — calcolare 80-150 € a seduta, il che vale la pena su una sedia in edizione, di rado su una copia.
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