Casa Mollino, Torino: l'appartamento segreto dove non ha mai vissuto nessuno
Carlo Mollino passò otto anni a comporre un appartamento sul Po — senza dormirci una sola notte. Visita al testamento più strano del design italiano.
Via Napione, in riva al Po. Dietro una facciata torinese qualunque si nasconde l'opera più intima di Carlo Mollino: un appartamento che compose stanza per stanza in otto anni, dal 1960 al 1968 — e dove non dormì mai.
Una garçonnière metafisica
Mollino — architetto, fotografo, pilota, autore dei tavoli più cari sul mercato — concepisce la Casa Mollino come gli Egizi preparavano le loro tombe: un luogo per l'aldilà, saturo di simboli. Letto a forma di barca, leopardi, farfalle incorniciate, tende di velluto: ogni oggetto è un segno, disposto una volta per tutte.
Ciò che vi si vede
La poltrona e le sedie in legno curvato di suo disegno, gli specchi che moltiplicano lo spazio, il bagno con gli oblò da transatlantico — e quella tensione permanente tra il rigore dell'ingegnere e l'erotismo surrealista che è la firma Mollino. I suoi tavoli in rovere curvato superano oggi il milione di euro nelle aste pubbliche; l'appartamento, invece, mostra da dove veniva tutto.
Visitare
La casa si visita solo su appuntamento, in piccoli gruppi, guidati dai custodi che l'hanno salvata negli anni Novanta. Un'ora fuori dal tempo, a dieci minuti dal centro di Torino.
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