

Collezionare la tavola: il pranzo mediterraneo visto dall'alto
Tovaglia stampata, piatti spaiati, scatolette di sardine aperte, bicchieri da bistrot e il mare in fondo alla tavola: l'immagine più condivisa dell'estate.
2 MIN · 5 OGGETTI IDENTIFICATIVista dall'alto, una lunga tavola sotto una pergola: una tovaglia a motivi, piatti che non si abbinano, scatolette di sardine aperte lasciate così come sono, pane, olive, mani che si servono. È l'immagine d'interni più salvata di queste due estati. Non si regge su nessun mobile: si regge su un accumulo di oggetti modesti, scelti uno per uno.
Da dove cominciare
Dai piatti, e mai da un servizio. Piatti antichi di faenza, spaiati, a 3 o 8 € l'uno al mercatino: Sarreguemines, Gien, Digoin, quelli italiani dal filetto colorato. Poi una tovaglia, una sola, a motivo deciso: cotone stampato provenzale, lino a righe, madras. Poi bicchieri da bistrot a stelo, spessi, comprati a sei per quasi niente. Il budget di una prima tavola da dieci coperti sta in un centinaio di euro.
Ciò che vale la deviazione
Le faenze firmate che mantengono la loro quotazione: Richard Ginori e i suoi decori del Settecento, Astier de Villatte (nuovo, tra i 40 e i 90 € a piatto), le ceramiche di bottega siciliane e pugliesi dipinte a mano. I vetri soffiati di Biot, con le bolle imprigionate nella massa. E l'oggetto che questa estetica ha inventato: la scatoletta come pezzo di stoviglia, sardine e acciughe portoghesi o spagnole la cui grafica vale quella di un manifesto. Si aprono, si posano, non si travasa.
Dove cercare
I mercatini del sud e gli svuota-cantine di paese, dove le stoviglie di famiglia vanno via a pile. Le vendite di hotel e ristoranti, per i bicchieri e i piatti da portata. In Italia, i mercatini della domenica. Per le scatolette, le gastronomie e le conserverie stesse, che vendono online.
Come accumularla
La regola che fa reggere l'immagine: una sola famiglia di colori, mai due volte lo stesso piatto, e un fondo a motivo che assorbe il disordine. Niente è centrato, tutto è pieno. La foto si scatta dall'alto, a mezzogiorno, con le mani dentro: la tavola è una composizione, non una messa in scena. E si tiene tutto: è la collezione che si costruisce a ogni pasto.
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