Nell'atelier di un licciaiolo: l'arazzo di Aubusson
Telaio a basso liccio, lane tinte, mesi di lavoro: un saper fare riconosciuto dall'UNESCO che torna nell'arredo contemporaneo.
In un atelier di Aubusson il tempo ha un'altra unità di misura: si conta in mesi. L'arazzo, saper fare iscritto al patrimonio UNESCO, torna nell'arredo contemporaneo — l'esatto contrario dell'istantaneo.
Il mestiere del basso liccio
Il licciaiolo tesse al rovescio, a partire da un cartone (il modello), passando la lana tinta filo per filo. Un arazzo di un metro quadrato può richiedere un mese di lavoro. Ogni sfumatura è una lana diversa.
Un'arte che ritorna
A lungo riservato a musei e castelli, l'arazzo seduce di nuovo designer e decoratori: pezzi contemporanei, collaborazioni con artisti, il ritorno del tessuto murale caldo e acustico.
Riconoscerne uno autentico
Tessitura a mano (sul retro i fili colorati corrono liberi), lane naturali, firma dell'atelier. Un «arazzo» stampato non ha né il rilievo, né la profondità, né il valore.
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