Lo stile italiano degli anni Settanta: i pezzi, il libro, l'album, il film
Camaleonda, Atollo, il tavolo Eros e l'intruso Togo, dal 1968 al 1980: le quotazioni, il catalogo del MoMA, Lucio Battisti, Godard, Sorrentino.
2 MIN · 5 OGGETTI IDENTIFICATIDal 1968 al 1980, Milano inventa il salotto basso: divani modulari, luce calda, vetro fumé e cromo, marmo e cuoio color tabacco. B&B Italia, Oluce, Cassina e Skipper editano Bellini, Magistretti, Scarpa, Mangiarotti. Lo stile è sensuale, un po' caro, e da dieci anni torna in ogni appartamento fotografato.
I pezzi
Il Camaleonda di Mario Bellini (B&B Italia, 1970), moduli capitonné collegati da cavi: tra i 10.000 e i 20.000 € nuovo per tre o quattro moduli, tra i 5.000 e i 15.000 € vintage. La lampada Atollo di Vico Magistretti (Oluce, 1977), cono, cilindro, semisfera: intorno ai 1.000 € in metallo laccato. Il tavolo Eros di Angelo Mangiarotti (Skipper, 1971), marmo posato senza viti su gambe coniche: tra i 5.000 e i 15.000 € secondo la misura. L'intruso francese: il Togo di Michel Ducaroy (Ligne Roset, 1973), che appartiene allo stesso salotto. Camaleonda, Atollo e Togo hanno avuto ciascuno il proprio Scan da noi.
Il libro
«Italy: The New Domestic Landscape», catalogo della mostra del MoMA del 1972 curata da Emilio Ambasz: il manifesto del design radicale italiano. Per Gae Aulenti e le sue contemporanee, abbiamo pubblicato un Décryptage.
L'album
«Anima latina» di Lucio Battisti (1974), lento, tropicale, inciso come si tappezza un salotto di velluto senape. Altrimenti, le colonne sonore di Ennio Morricone e la musica d'ambiente di Piero Umiliani, che suonano come una piantana con dimmer.
Il film
«Il disprezzo» di Jean-Luc Godard (1963) per Casa Malaparte, alla quale abbiamo dedicato una Maison ouverte: il prologo dello stile. Per la Roma delle terrazze, «La Grande Bellezza» di Paolo Sorrentino (2013).
La palette e i materiali
Vetro fumé, cromo, marmo, cuoio color tabacco, lacca bruna, velluto senape o ruggine; una luce calda che viene dal basso, mai un plafoniere. Per ottenerla senza copiare: un solo oggetto lucido per stanza, velluto opaco intorno, lampade all'altezza del ginocchio.
L'indirizzo
Milano, la Villa Necchi Campiglio, e Torino, la Casa Mollino: due case alle quali abbiamo dedicato una Maison ouverte, lo stile appena prima e appena dopo il 1970.
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