Le italiane dimenticate: Aulenti, Crespi, Bo Bardi
Il design italiano si racconta al maschile. Eppure sono state donne a firmarne le icone. Ritratto di chi è stata a lungo cancellata.
Ponti, Magistretti, Sottsass, Castiglioni: il design italiano si recita al maschile. Eppure sono state donne a firmarne le icone — spesso accreditate troppo tardi. Ritratto delle dimenticate.
Gae Aulenti
Architetta e designer: la lampada Pipistrello, il tavolo con ruote e la riconversione del Musée d'Orsay. Una carriera colossale, a lungo nell'ombra dei colleghi uomini.
Gabriella Crespi
Il lusso organico degli anni Settanta: ottone, bambù, pezzi trasformabili (la serie Plurimi). Riscoperta tardi, le sue quotazioni esplodono all'asta.
Cini Boeri, Nanda Vigo
Boeri: il divano Serpentone, la sedia Ghost in vetro curvato. Vigo: luce, specchi, spazi radicali. Due pioniere di una modernità che si attribuiva agli uomini.
Perché conta
Le loro quotazioni salgono perché il mercato corregge finalmente il racconto. Conoscere questi nomi significa avere un passo di vantaggio — e uno sguardo più giusto.
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