Marmo vero o composito: venature, freddo, peso — le tre prove
Metà dei "piani in marmo" non lo sono. Venature passanti, freddo al tatto, peso: tre verifiche semplici prima di comprare.
La parola "marmo" è diventata un argomento di vendita elastico: marmo vero, polvere di marmo, composito, ceramica effetto marmo. Tre prove, eseguibili in negozio o al mercatino, rimettono ordine.
La prova delle venature
In un marmo vero le venature attraversano: guardate il bordo del piano — il disegno della superficie prosegue nello spessore, e mai esattamente uguale da un punto all'altro. Una ceramica stampata ripete il suo motivo; un composito ha un grana uniforme, senza venatura passante.
La prova del freddo
Appoggiate il palmo dieci secondi: la pietra resta fredda, assorbe lentamente il calore della mano. Resine e laminati si scaldano quasi subito. È la prova più affidabile in negozio.
La prova del peso
Un piano di marmo di 2 cm pesa circa 55 kg al metro quadro — un guéridon si solleva con due mani, un tavolino non si sposta con un buffetto. La leggerezza tradisce il composito.
E allora la scelta giusta?
Il marmo vero vive: si patina, si macchia (limone, vino), si leviga. Il composito perdona tutto ma non si rivende. Per un pezzo d'epoca — un guéridon Knoll, un tavolino anni '70 — la vera pietra vale metà del valore.
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