I 10 oggetti di design più celebri — e dove trovare i vostri
Dall'Arco dei Castiglioni al Togo di Ducaroy: i dieci oggetti che definiscono il design, la loro storia in tre righe e le alternative a ogni prezzo.
Certi oggetti hanno smesso di essere mobili per diventare nomi propri. Si dice "un Togo", "un'Arco", "una Panton" — e tutti vedono il pezzo. Eccone dieci, scelti perché hanno cambiato qualcosa, ciascuno con la strada verso l'originale e le sue alternative.
1. La lampada Arco — Castiglioni, 1962

Un arco d'acciaio di oltre due metri piantato in un blocco di marmo di Carrara: l'Arco illumina il tavolo senza presa a soffitto. È la lampada da terra più imitata al mondo, e il foro nella base — pensato per farci passare un manico di scopa e trasportarla in due — resta il dettaglio più intelligente del design italiano. Vedi l'originale e le sue alternative →
2. Il divano Togo — Michel Ducaroy, 1973

Nessuna struttura, nessun piede: schiuma pieghettata "come un tubetto di dentifricio ripiegato". Deriso alla sua uscita al Salon des arts ménagers, il Togo è diventato il best-seller assoluto di Ligne Roset e il pezzo vintage più ricercato della sua generazione. Vedi l'originale e le sue alternative →
3. La Lounge Chair — Charles & Ray Eames, 1956

Tre gusci di compensato curvato, cuoio, un poggiapiedi: la poltrona che voleva avere "l'accoglienza calorosa di un guantone da baseball consumato". Settant'anni dopo, è ancora la seduta più copiata al mondo. Vedi l'originale e le sue alternative →
4. La Panton Chair — Verner Panton, 1967

La prima sedia al mondo stampata in un solo pezzo di plastica, a sbalzo integrale. Ci vollero dieci anni e quattro materiali per riuscirci; Vitra la produce ancora. Vedi l'originale e le sue alternative →
5. La Wishbone CH24 — Hans Wegner, 1950

Uno schienale a Y, una seduta in corda di carta intrecciata a mano — oltre cento fasi di lavorazione. In produzione ininterrotta dal 1950 da Carl Hansen & Søn, è la sedia danese per eccellenza. Vedi l'originale e le sue alternative →
6. La poltrona Barcelona — Mies van der Rohe, 1929

Disegnata per il padiglione tedesco dell'Esposizione di Barcellona — e, si dice, perché il re di Spagna potesse sedervisi. Due curve d'acciaio, quaranta cuscini capitonné: il trono del modernismo. Vedi l'originale e le sue alternative →
7. I Componibili — Anna Castelli Ferrieri, 1967

Cilindri di ABS impilabili all'infinito, disegnati dalla cofondatrice di Kartell. Comodino, contenitore da bagno, carrello da atelier: l'oggetto più versatile di questa lista, e il più economico in riedizione. Vedi l'originale e le sue alternative →
8. Lo specchio Ultrafragola — Ettore Sottsass, 1970

Un'onda di plastica opalina che si accende di rosa. Disegnato nel 1970, diventato cinquant'anni dopo lo specchio più fotografato di Instagram — al punto che Poltronova fatica a stare dietro agli ordini. Vedi l'originale e le sue alternative →
9. Lo sgabello Tam Tam — Henry Massonnet, 1968

Due coni di plastica ad incastro, stampati in dodici secondi. Dodici milioni di esemplari venduti, Brigitte Bardot fotografata sopra: la democrazia del design in un solo oggetto. Vedi l'originale e le sue alternative →
10. Le lampade Akari — Isamu Noguchi, 1951

Carta washi di Gifu, bambù, una lampadina: "sculture di luce" che Noguchi voleva leggere come foglie. Le copie pullulano; quelle vere portano il sole e la luna come ideogramma. Vedi l'originale e le sue alternative →
E se l'avete notata in una foto?
Ogni pezzo di questa lista ha la sua pagina di riferimento su Beyit, con l'originale, la sua storia e le alternative a ogni prezzo. E se un mobile vi incuriosisce in una foto — un interno di Instagram, un film, una casa d'epoca — scansionatela: Beyit lo identifica.
Una foto, e ogni mobile è identificato.
La tua stanza, una vetrina, uno screenshot: invia la foto, ritroviamo i pezzi e le loro alternative a tutti i prezzi.
Gli oggetti, al tuo budget.
Ogni pezzo citato, con le sue alternative — dal vintage al dupe.




