Il personal shopper Beyit, istruzioni per l'uso: descrivi il mobile, lo troviamo
Niente foto, stavolta: una frase. Come scrivere la richiesta, cosa torna indietro e perché ogni pezzo arriva con la sua ragione.
1 MIN · 5 OGGETTI IDENTIFICATINon hai una foto. Hai un'idea, a volte vaga: una poltrona in bouclé crema, arrotondata, meno di 500 €. Il personal shopper prende quella frase e torna con dei pezzi. È lo scan, al contrario.
Come scrivere la richiesta
In una frase, come a un'amica che conosce il design. La forma, il materiale, il colore, il budget, nell'ordine che vuoi. «Un tavolo rotondo in legno chiaro, 120 cm, per sei.» «Una lampada ad arco, non la Flos, meno di 300 €.» Più la frase è precisa, più lo è la risposta. Ma anche una richiesta vaga funziona: porta piste invece di una risposta.
Cosa torna indietro
Fino a dodici pezzi, presi dal catalogo Beyit: editori, vintage, prezzi d'ingresso. Ogni pezzo arriva con la sua ragione, in una riga: perché risponde alla tua frase, cosa coincide e cosa se ne discosta. E ogni pezzo porta dal negozio, direttamente. Beyit non vende niente, trova.
Quando usarlo invece dello scan
Quando l'oggetto non esiste ancora nella tua testa sotto forma di immagine. Quando sai cosa vuoi ma non come si chiama. E quando hai scansionato un pezzo troppo caro e vuoi la stessa idea a un altro prezzo: la frase fa il resto.
Quanto costa
Niente. Le richieste sono gratuite, senza limiti.
Hai un pezzo in mente? Descrivilo al personal shopper, in una frase.
Una foto, e ogni mobile è identificato.
La tua stanza, una vetrina, uno screenshot: invia la foto, ritroviamo i pezzi e le loro alternative a tutti i prezzi.
Su iPhone, l'app fa lo stesso dalla fotocamera.
Gli oggetti, al tuo budget.
Ogni pezzo citato, con le sue alternative — dal vintage al dupe.


