

Plaid: lana, mohair, cashmere — l’inverno sul divano
Lana vergine, mohair, cashmere, alpaca o cotone a nido d’ape: il tatto, l’etichetta e il peso che distinguono un plaid che dura, e quanto è onesto pagarlo.
1 MIN · 5 OGGETTI IDENTIFICATIIl plaid è l’oggetto che si compra più in fretta a novembre e che si rimpiange altrettanto in fretta: scelto per il colore, giudicato al tatto. La materia fa tutto, e si legge con la mano come sull’etichetta.
Cinque materie, cinque mani
La lana vergine è calda, pesante, un po’ asciutta, e migliora col tempo; «vergine» significa mai riciclata. Il mohair, pelo di capra angora, è leggero, lucente, caldo senza pesare. Il cashmere è fine, morbido, costoso e fragile: si infeltrisce e si buca se passano le tarme. L’alpaca è setosa, densa, priva di lanolina. Il cotone a nido d’ape non scalda ma va in lavatrice.
Leggere l’etichetta e il peso
Un plaid onesto dichiara la sua composizione in percentuale; diffidate di un «tatto cashmere» senza cifre, che spesso nasconde una maggioranza di acrilico. Un plaid di lana di circa 130 per 180 cm pesa tra i 600 grammi e un chilo; al di sotto, la trama è lasca e scivolerà. Le manifatture storiche, nei Borders scozzesi, nel Donegal irlandese, nei Pirenei o in Scandinavia, tessono ancora in lana locale e firmano con un’etichetta tessuta, non stampata.
Cura e prezzo
Lana, mohair e cashmere si lavano a mano, a freddo, senza centrifuga, e si asciugano in piano. Mettete in conto qualche decina di euro per un cotone, un centinaio o duecento per una buona lana, diverse centinaia per un cashmere o un mohair di manifattura. Abbiamo già parlato dei plaid berberi e dei fouta; qui conta solo l’inverno.
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