

Villa Planchart: il capolavoro nascosto di Gio Ponti a Caracas
Una "farfalla posata sulla collina": la villa del 1957 è l'opera totale di Ponti — pareti inclinate, pavimenti a mosaico, arredi disegnati al millimetro.
1 MIN · 1 OGGETTO IDENTIFICATOSu una collina di Caracas, nel 1953 una coppia di collezionisti venezuelani scrive a Gio Ponti: vogliono "una casa italiana moderna". Lui consegnerà loro il suo capolavoro assoluto — El Cerrito, la Villa Planchart, una "farfalla posata sulla collina".
L'opera d'arte totale
Ponti disegna tutto, fino all'ossessione: le facciate bianche dagli spigoli sottili che sembrano fluttuare, le pareti interne inclinate per catturare la luce, i pavimenti a mosaico che cambiano motivo in ogni stanza, i soffitti dipinti, i mobili, le maniglie, le posate. Fornasetti firma dei pannelli, le ceramiche di Melotti punteggiano le pareti.
Il laboratorio di Ponti
Tutto ciò che Milano vedrà in seguito si inventa qui: le pareti abitate, le "finestre arredate", la leggerezza strutturale che annuncia il grattacielo Pirelli. La villa resta abitata dalla fondazione familiare, conservata nel suo stato del 1957 — arredi Ponti compresi, oggi inestimabili.
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La fondazione Anala e Armando Planchart apre la villa alle visite su richiesta — il pellegrinaggio supremo per gli amanti di Ponti, in mancanza del quale le sue riedizioni Molteni danno la misura del disegno.
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