Charlotte Perriand: riconoscere i suoi pezzi
Oltre il nome: come identificare una vera Perriand. Le sedie LC firmate a tre mani, la libreria Maison du Mexique, la poltrona Ombre, i pezzi di Méribel — e i punzoni che autenticano.
Ne conosciamo il nome; raramente ne riconosciamo i pezzi. Charlotte Perriand (1903-1999) ha firmato alcune delle forme più copiate del Novecento — spesso attribuite a Le Corbusier. Ecco come identificarle, e come distinguere una riedizione seria da un mobile « in stile ».
Le sedie LC — la firma a tre mani
La poltrona grand confort LC2, la chaise longue basculante LC4: disegnate nel 1928 da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. L’originale è prodotto da Cassina, marchiato con un punzone inciso (numero, firma) sul basamento. Il cromo è profondo, il cuoio spesso. Una copia si tradisce nel tubolare più sottile e nell’assenza di marchio.
La libreria Maison du Mexique
Concepita con Jean Prouvé per una casa dello studente (1952): scomparti in alluminio piegato colorati su struttura metallica. Gli originali raggiungono vertici nelle aste; le riedizioni (Cassina) riprendono i colori originali. La struttura piegata e l’assemblaggio firmano il pezzo.
La poltrona Ombre e il legno
Meno nota, la poltrona Ombre (1954), un foglio di compensato modellato in un solo pezzo, nato dal suo periodo giapponese. Perriand non è solo metallo: il legno, la paglia (le sedie di Méribel), il rattan fanno parte del suo vocabolario — il calore che Le Corbusier non aveva.
Riconoscere l’autentico
Tre accortezze: cercare il punzone dell’editore (Cassina, o le officine d’epoca), verificare la qualità della materia (cromo, cuoio, legno massello) ed esigere la provenienza per il vintage. Una « LC4 » a 200 € senza marchio è una copia — il che non è un dramma, a patto di saperlo.
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