Le 10 poltrone di design più famose, dall'Egg alla Proust
Egg, Wassily, Womb, UP5, Proust… Le poltrone che hanno segnato un secolo di design, la loro storia in tre righe e le loro alternative a tutti i prezzi.
La poltrona è l'autoritratto del designer: un oggetto abbastanza grande per dire tutto, abbastanza piccolo per rischiare tutto. Dal tubo Bauhaus al manifesto postmoderno, dieci sedute che raccontano un secolo intero.
1. Egg — Arne Jacobsen, Fritz Hansen, 1958

Scolpita nel gesso del garage di Jacobsen per il SAS Royal Hotel: un guscio che isola dalla hall come un uovo. La poltrona danese più cara — e più contraffatta. Vedi l’originale e le sue alternative →
2. Wassily (B3) — Marcel Breuer, 1925

La prima poltrona in tubo d'acciaio curvato della storia, ispirata a un manubrio di bicicletta. Kandinsky ne ricevette un esemplare — da cui il nome. Il Bauhaus seduto. Vedi l’originale e le sue alternative →
3. Womb — Eero Saarinen, Knoll, 1948

Florence Knoll voleva « una poltrona come un cesto di cuscini in cui raggomitolarsi ». Saarinen rispose con un guscio di vetroresina avvolgente — la prima poltrona pensata per sedersi di traverso. Vedi l’originale e le sue alternative →
4. UP5&6 — Gaetano Pesce, B&B Italia, 1969

Un corpo di dea-madre incatenato al suo pouf: il manifesto femminista più esplicito del design. Venduto sottovuoto all'origine — si gonfiava uscendo dalla scatola. Vedi l’originale e le sue alternative →
5. Proust — Alessandro Mendini, 1978

Una falsa poltrona Luigi XV dipinta a mano con tocchi puntinisti presi da Signac. Il monumento del postmodernismo: tutto vi è falso, dunque tutto vi è detto. Vedi l’originale e le sue alternative →
6. Ball Chair — Eero Aarnio, 1963

Una sfera di vetroresina su perno: « una stanza nella stanza », insonorizzata e girevole. Lo space age sta in questa poltrona — il cinema non se n'è mai stancato. Vedi l’originale e le sue alternative →
7. Elda — Joe Colombo, 1963

Un guscio di vetroresina girevole, cuscini a rulli, il nome della moglie. La prima grande poltrona italiana in plastica — e la seduta preferita dei cattivi del cinema. Vedi l’originale e le sue alternative →
8. Papa Bear — Hans Wegner, 1951

« Zampe d'orso » in legno che spuntano dai braccioli, uno schienale fatto per sedersi di lato. L'artigianato danese al suo apice — mesi di atelier per una riedizione. Vedi l’originale e le sue alternative →
9. Diamond — Harry Bertoia, Knoll, 1952

« Fatta d'aria, come una scultura »: una rete di filo d'acciaio piegata a diamante. Bertoia visse poi delle royalties, dedicandosi alle sue sculture sonore. Vedi l’originale e le sue alternative →
10. Acapulco — anonimo, Messico, anni Cinquanta

Nessun designer, nessun brevetto: corde di PVC tese su un uovo d'acciaio, nate sulla costa pacifica messicana. La prova che un'icona può non appartenere a nessuno. Vedi l’originale e le sue alternative →
E se l’avete vista in una foto?
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