Il plaid berbero e la fouta: dal telaio al divano
Lana dell'Atlante, cotone tunisino, tessitura a mano: la storia dei tessuti nordafricani diventati irrinunciabili — e come riconoscere quelli veri.
Gettati su un divano, il plaid berbero o la fouta sono diventati firme dell'arredo. Dietro l'oggetto di tendenza, un saper fare millenario — e una vera distanza tra l'artigianale e l'imitato.
Due tessuti, due storie
Il tappeto o plaid berbero: lana dell'Atlante, tessuta a mano dalle donne delle cooperative, con motivi simbolici (rombi, linee). La fouta: leggero cotone tunisino, in origine un asciugamano da hammam, poi diventata plaid, tovaglia, copriletto.
Riconoscere il vero
Tessitura a mano significa lievi irregolarità, una cimosa curata, lana che profuma di lanolina. La copia industriale è troppo regolare, fatta di fibre sintetiche, con motivi stampati (e non tessuti). Il vero invecchia bene; il falso fa i pallini.
Comprare bene
In cooperativa o da un importatore serio: si paga l'artigiana, non l'intermediario. Un vero berbero è un investimento che acquista valore.
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